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tommaso

copertina libro

Venturino Alce, Tito Sante Centi
ANGELICUS PICTOR

ISBN: 9788870941265
dimensioni: 175 x 245 mm
rilegatura: cartonato
pagine: 610
anno: 2010

€ 79,97

La presente offerta comprende:
Alce V., Angelicus Pictor. Vita, opere e teologia del Beato Angelico;
Centi T. S., Il beato Angelico. Fra Giovanni da Fiesole, biografia critica.

L'offerta prevede lo sconto del 50% sui due volumi ed è scaduta il 22 febbraio 2017.

 

Venturino Alce - Nato a Bergamo il 18 luglio 1919, primogenito di Giuseppe e Maria Varani, fin da bambino dimostrò una spiccata ed eccellente attitudine al disegno artistico, predisposizione questa favorita e rinforzata dalla professione paterna: il papà Giuseppe infatti, a sua volta pittore, scultore, decoratore, era uso portare con sé il piccolo Sandro negli spostamenti imposti dalle richieste di imprese decorative in svariate località della Lombardia e fuori (Arenzano per esempio). Fu questa la prima scuola d’arte di padre Venturino, come amava egli stesso ricordare.
A 13 anni entrò nel collegio dei padri domenicani sito allora in Bergamo dove portò a compimento gli studi ginnasiali. Il 3 ottobre 1937 vestì l’abito religioso dell’Ordine dei Predicatori e iniziò l’anno canonico del noviziato allora istituito presso il convento di Santa Maria delle Grazie in Milano e qui nel 1938 fece la sua prima professione religiosa. Trasferito a Bologna, proseguì nel cammino della vita consacrata secondo il prestabilito cursus studiorum: dopo gli studi liceali, di filosofia e di teologia, finalmente il 22 luglio 1945 dal cardinale Nasalli Rocca, arcivescovo di Bologna, venne ordinato sacerdote. Inviato dai Superiori a Roma per continuare gli studi, presso la Pontificia Università Angelicum conseguì il dottorato in Sacra Teologia con una testi sull’estetica e l’arte nel pensiero di san Tommaso d’Aquino.
Tornato a Bologna iniziò a insegnare diverse discipline nello Studio Teologico della Provincia “Utriusque Lombardiae”, dal 1950 al 1961: anni assai preziosi questi, nel corso dei quali poté approfondire le sue amate ricerche nell’ambito della storia dell’Ordine e della storia dell’arte, distinguendosi fin da allora per il solidissimo apparato critico/documentario con cui amava irrobustire i propri interventi. Qualità da molti studiosi riconosciuta ed ammirata che scaturiva da una indefessa e severa perizia nello scavo archivistico che lo portò, da lì in avanti, ad una eminente conoscenza dei fondi domenicani disseminati nei vari arichivi statali, religiosi, ecclesiastici.
La produzione scientifica del padre Venturino è stata assai vasta, pur restando sempre nel campo della storia dell’Ordine: preziosi e robusti studi ha dedicato alla pittura del beato Angelico e di fra Bartolomeo della Porta, al magnifico coro rinascimentale di fra Damiano Zambelli da Bergamo e a Lorenzo Lotto; raffinate ricerche d’archivio hanno partorito saggi indispensabili su diversi conventi e istituzioni ad essi collegate della Provincia lombarda, quali Bologna, Milano, Bergamo, Taggia; infine, una salutare curiosità per la biografia e per la storia contemporanea gli hanno permesso di ricostruire intere vicende umane, intellettuali e religiose di alcune figure importanti del domenicanesimo del ‘900: padre Lorgna, padre Riboldi, mons. Penso ed altri ancora.
Nel 1974 fu eletto priore provinciale della Provincia “Utriusque Lombardiae”. Nel 1980 il Maestro dell’Ordine, Vincent de Couesnongle, lo chiamò a Roma affidandogli l’ufficio di Assistente per le Province italiane, ufficio che ricoprì anche con il Maestro padre Damian Byrne fino al 1989. in questo anno si trasferisce a Milano nel Convento di Santa Maria delle Grazie, dove è morto il 26 aprile 2010.
Disegnatore di indubbio valore, ha eccelso nell’arte della matita, della penna, della china e dell’acquerello: non vi è convento, religioso, o parente che non possegga qualche frammento o a volte qualche piccolo capolavoro della sua sterminata produzione. Ritraeva di tutto, ma con una predilezione particolare per i fiori e i luoghi a lui cari come i conventi in cui ha abitato (Bologna, Milano, Roma, Taggia, ed altri ancora). Eccelleva anche nel ritratto caricaturale.

Tito Sante Centi - Nato il 30 ottobre 1915 a Segni, entrato nell’Ordine un anno dopo il fratello Timoteo, emise la professione religiosa il 6 ottobre 1933 e il 16 giugno 1940 era stato ordinato sacerdote. Nello stesso convento fiesolano aveva trascorso quasi tutto il tempo della sua formazione religiosa, ad eccezione degli studi complementari per la laurea in teologia, conseguita nell’Ateneo internazionale Angelicum di Roma, e vivrà quasi tutta la sua lunga vita. A Fiesole attese allo studio, all’insegnamento, all’apostolato, incluso quello parrocchiale; da qui partiva per attendere alla predicazione itinerante, e qui rientrava per ritemprarsi spiritualmente in una fedele osservanza della vita regolare e puntuale partecipazione alla preghiera comunitaria e personale. Il nome del padre Tito è legato soprattutto al nome di san Tommaso d’Aquino, del quale fu assiduo studioso e ardente cultore. Gran parte della sua vita la trascorse impegnato nella traduzione delle opere del dottore angelico. Ha tradotto in lingua italiana la Summa Contra Gentes, alcuni opuscoli e alcune Questiones Disputatae. Ma il suo lavoro più importante fu la traduzione della Summa Theologiae, di cui egli fu direttore, traduttore e commentatore principale. All’inizio di questo lavoro, nel 1948, egli fu segretario, ma, dopo qualche volume, la collaborazione di vari autori venne meno ed il lavoro fu sospeso per vari anni. Nel 1963 fu costituita una commissione di tre religiosi dell’Ordine, di cui il padre Tito fu presidente e fu stipulato un accordo tra la Provincia di San Marco e l’editore Salani, con l’impegno di consegnare 4 volumi annui. Dopo soli tre anni uno dei tre della Commissione fu trasferito in altro convento, ma il lavoro andò avanti stando alle scadenze fissate. Nonostante che i collaboratori esterni non stessero sempre agli impegni presi, il padre Tito supplì più di una volta nel fare le traduzioni e redigere i commenti della Somma. È merito suo se nei primi anni 70 si poteva l’opera completa che risulta composta, con l’introduzione, di 35 volumi.
Particolarmente in riferimento a questo lavoro, il 31 ottobre 2003, padre Centi riceveva meritatamente dal Maestro dell’Ordine, fra Carlos Azpiroz Costa, la nomina di Maestro in Sacra Teologia. La pergamena di nomina fu letta dall’allora priore provinciale, fra Giovanni Monti, nel Convento di San Marco a Firenze e coram il Consiglio Allargato di Provincia, riunito per la Dieta, tenne, con vivacità di esposizione, la sua lectio, proprio sulla Somma di san Tommaso.
Anche dopo gli anni settanta, padre Tito ha continuato a scrivere e a pubblicare, si può dire, fino alla bella età di novant’anni. Ricordiamo, in particolare, una graziosa biografia di San Tommaso, intitolata “Nel segno del Sole” (Roma, 1982), che è espressione della sua devozione al santo e in cui si rivela un religioso innamorato del suo grande confratello, che ha cercato di imitare nel più autentico spirito di san Domenico: amore allo studio assiduo, fedeltà alla preghiera comunitaria, zelo per la salvezza delle anime e grande amore all’Ordine. Padre Tito, infatti, è stato sempre mosso da zelo apostolico. Anche se qualche volta può essere apparso un po’ angoloso nei suoi atteggiamenti, aveva un cuore tenero e sensibile, come potrebbero testimoniare le tante persone da lui spiritualmente dirette e, per primi, i numerosi giovani domenicani che si sono avvicendati per tanti anni nel noviziato provinciale e inter-provinciale di Fiesole. Il 18 maggio 2011, alle ore 21.07, si è spento nel Convento di San Domenico di Fiesole, culla di tanti uomini santi, tra i quali sant’Antonino e il beato Angelico.