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copertina libro

Tito Sante Centi
IL BEATO ANGELICO

Fra Giovanni da Fiesole. Biografia critica

ISBN: 9788870944181
dimensioni: 115 x 190 mm
rilegatura: brossura
collana: Domenicani
pagine: 220
anno: 2003

€ 18,00

Guido o Guidolino nacque a Vicchio nel Mugello, in Toscana alla fine del 1300. Fin da adolescente esercitava l’arte pittorica a Firenze. Attratto della vita religiosa domenicana si recò nel convento dei Frati Predicatori di Fiesole, recentemente costruito dal beato Giovanni Dominici. Era il 1420: ricevette l’abito religioso domenicano e il nuovo nome, Giovanni. Sarà così soprannominato fra Giovanni da Fiesole.
Divenuto sacerdote, fu priore del convento di Fiesole. Tra il 1425 e il 1438 dipinse molte pale d’altare. Negli anni successivi, tra il 1439 e il 1445 il priore del convento di san Marco a Firenze, sant’Antonino Pierozzi, gli chiese di affrescare il chiostro, alcuni corridoi, e alcune celle dei frati. Tra il 1445 e il 1449 fu chiamato a Roma: prima da papa Eugenio IV e poi papa Nicola V gli chiesero di affrescare alcune cappelle – tuttora visitabili – all’interno del Palazzo Vaticano.
Morì santamente il 18 febbraio 1455 a Roma, nel convento di Santa Maria sopra Minerva, dove è sepolto.
Abitualmente è chiamato “Beato Angelico” non solo per la santità della sua vita, ma anche per la purezza della sua arte che riflette la sua capacità di contemplare il mistero di Cristo.
Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1982 ha concesso all’Ordine dei Predicatori il culto liturgico e successivamente lo ha proclamato patrono degli artisti.
Agile ed efficace biografia del grande pittore domenicano, che offre un interessante ritratto dell’uomo, dell’artista e del frate Giovanni da Fiesole.

Tito Sante Centi - Nato il 30 ottobre 1915 a Segni, entrato nell’Ordine un anno dopo il fratello Timoteo, emise la professione religiosa il 6 ottobre 1933 e il 16 giugno 1940 era stato ordinato sacerdote. Nello stesso convento fiesolano aveva trascorso quasi tutto il tempo della sua formazione religiosa, ad eccezione degli studi complementari per la laurea in teologia, conseguita nell’Ateneo internazionale Angelicum di Roma, e vivrà quasi tutta la sua lunga vita. A Fiesole attese allo studio, all’insegnamento, all’apostolato, incluso quello parrocchiale; da qui partiva per attendere alla predicazione itinerante, e qui rientrava per ritemprarsi spiritualmente in una fedele osservanza della vita regolare e puntuale partecipazione alla preghiera comunitaria e personale. Il nome del padre Tito è legato soprattutto al nome di san Tommaso d’Aquino, del quale fu assiduo studioso e ardente cultore. Gran parte della sua vita la trascorse impegnato nella traduzione delle opere del dottore angelico. Ha tradotto in lingua italiana la Summa Contra Gentes, alcuni opuscoli e alcune Questiones Disputatae. Ma il suo lavoro più importante fu la traduzione della Summa Theologiae, di cui egli fu direttore, traduttore e commentatore principale. All’inizio di questo lavoro, nel 1948, egli fu segretario, ma, dopo qualche volume, la collaborazione di vari autori venne meno ed il lavoro fu sospeso per vari anni. Nel 1963 fu costituita una commissione di tre religiosi dell’Ordine, di cui il padre Tito fu presidente e fu stipulato un accordo tra la Provincia di San Marco e l’editore Salani, con l’impegno di consegnare 4 volumi annui. Dopo soli tre anni uno dei tre della Commissione fu trasferito in altro convento, ma il lavoro andò avanti stando alle scadenze fissate. Nonostante che i collaboratori esterni non stessero sempre agli impegni presi, il padre Tito supplì più di una volta nel fare le traduzioni e redigere i commenti della Somma. È merito suo se nei primi anni 70 si poteva l’opera completa che risulta composta, con l’introduzione, di 35 volumi.
Particolarmente in riferimento a questo lavoro, il 31 ottobre 2003, padre Centi riceveva meritatamente dal Maestro dell’Ordine, fra Carlos Azpiroz Costa, la nomina di Maestro in Sacra Teologia. La pergamena di nomina fu letta dall’allora priore provinciale, fra Giovanni Monti, nel Convento di San Marco a Firenze e coram il Consiglio Allargato di Provincia, riunito per la Dieta, tenne, con vivacità di esposizione, la sua lectio, proprio sulla Somma di san Tommaso.
Anche dopo gli anni settanta, padre Tito ha continuato a scrivere e a pubblicare, si può dire, fino alla bella età di novant’anni. Ricordiamo, in particolare, una graziosa biografia di San Tommaso, intitolata “Nel segno del Sole” (Roma, 1982), che è espressione della sua devozione al santo e in cui si rivela un religioso innamorato del suo grande confratello, che ha cercato di imitare nel più autentico spirito di san Domenico: amore allo studio assiduo, fedeltà alla preghiera comunitaria, zelo per la salvezza delle anime e grande amore all’Ordine. Padre Tito, infatti, è stato sempre mosso da zelo apostolico. Anche se qualche volta può essere apparso un po’ angoloso nei suoi atteggiamenti, aveva un cuore tenero e sensibile, come potrebbero testimoniare le tante persone da lui spiritualmente dirette e, per primi, i numerosi giovani domenicani che si sono avvicendati per tanti anni nel noviziato provinciale e inter-provinciale di Fiesole. Il 18 maggio 2011, alle ore 21.07, si è spento nel Convento di San Domenico di Fiesole, culla di tanti uomini santi, tra i quali sant’Antonino e il beato Angelico.