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collane

copertina libro

Alfonso D´Amato
I DOMENICANI E L´UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

ISBN: 9788870940282
dimensioni: 175 x 245 mm
rilegatura: cartonato
collana: Domenicani
pagine: 838
anno: 1988

€ 60,00 -50% € 30,00

L´Università di Bologna ha avuto un ruolo decisivo nella nascita e nello sviluppo dell´Ordine Domenicano. Per risalire alle origine dei frati domenicani a Bologna occorre parlare dei rapporti di san Domenico con l´Università perché la nascita di quest´Ordine coincide con la sua decisione di inviare i suoi compagni prima a Parigi e poi a Bologna proprio perché queste due città erano i maggiori centri universitari dell´epoca: Parigi per la teologia e Bologna per il diritto. La comunità domenicana di Bologna non decollò finché Domenico non venne di persona in città, ma soprattutto finché non vi giunse il celebre giurista Reginaldo d´Orleans. Fu quest´ultimo a stabilire i contatti con gli ambienti universitari così che ben presto la comunità si arricchì di molti studenti e professori delle facoltà di filosofia e di diritto.Nel corso dei secoli la comunità dei frati di San Domenico ha continuato a insegnare all´Università di Bologna e a intessere importanti scambi culturali e religiosi con gli studenti e i docenti di questa prestigiosa istituzione.

Alfonso D´Amato - Nacque a Barletta il 7 ottobre 1915. Il 1° ottobre 1933 a Bologna entrò nell’Ordine dei Predicatori. Fu ordinato presbitero il 27 agosto 1941. Concluse i corsi accademici con il lettorato in teologia presso lo Studio generale e la laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna.
Nel 1942 il Maestro dell’Ordine, Stanislao Gillet, lo chiamò a Roma all’Istituto Storico di Santa Sabina. Ivi pubblicò i primi studi di storia in Archivum Fratrum Praedicatorum e frequentò l’Archivio Segreto vaticano diplomandosi in paleografia e archivistica. In vista della traslazione postbellica del corpo di san Domenico preparò il saggio fondamentale Le reliquie di S. Domenico - Storia e leggenda, pubblicato nel 1946.
Nel 1947, il Maestro dell’Ordine, Emanuele Suarez, lo istituì maestro dei frati studenti della provincia Utriusque Lombardiae, nel convento di Bologna. In quello stesso anno spiegò il vangelo alla RAI, iniziò l’insegnamento di etica nello Studio generale e assunse la direzione del Bollettino di San Domenico.
Il 12 febbraio 1953 venne eletto priore del convento di Bologna e rieletto per un secondo mandato. Come priore restaurò la cappella del Preziosissimo, allestì il museo annesso alla basilica, realizzò la cripta-ossario sotto la cappella di S. Domenico, benedetta dal Maestro dell’Ordine Michele Browne il 2 novembre 1957, costruì il Collegio universitario S. Tommaso d’Aquino e restaurò la biblioteca conventuale. Accompagnò la realizzazione delle opere suddette pubblicando appositi studi storici.
L’11 ottobre 1958 venne eletto priore provinciale. Nel 1961 accolse il Capitolo generale dei provinciali nel convento di Bologna, al quale partecipò. Il 3 settembre 1962 fu rieletto Priore provinciale, ebbe un terzo mandato il 5 luglio 1966. Durante il suo provincialato venne costruita la nuova scuola apostolica di Rubano.
Fu chiamato a far parte dei 28 frati esperti nei problemi dell’Ordine per preparare il testo delle nuove Costituzioni, approvate nel Capitolo generale di River Forest (U.S.A.) nell’autunno del 1968, al quale intervenne come priore provinciale. Da questa esperienza nacque il volume Una religione tutta larga, commento alla Costituzione fondamentale dell’Ordine.
L’evento del concilio ecumenico Vaticano II incise profondamente sugli ultimi anni del governo di fra Alfonso D’Amato, che si dedicò a promuovere l’aggiornamento delle istituzioni della provincia, dei monasteri e del laicato domenicano.
Venne eletto priore del convento di Bologna l’8 agosto 1970 e nominato direttore del Collegio universitario, ufficio che mantenne per sedici anni.
Il 18 dicembre 1995 fra Alfonso D’Amato venne trasferito nel convento di Faenza, dove continuò la sua attività di predicatore e scrittore. Poco prima della morte stava completando uno scritto su un argomento profetico che lo appassionò per tutta la vita: il ruolo dei laici nella Chiesa e nell’Ordine.
La morte lo colse in piena attività: caduto accidentalmente nei locali dell’archivio conventuale, dopo quattro giorni di agonia spirava all’ospedale civile di Faenza il 13 febbraio 2002. La cittadinanza faentina e la famiglia domenicana gli resero grande onore ai funerali.