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copertina libro

Tommaso d´Aquino
L´UNITÀ DELL´INTELLETTO - L´ETERNITÀ DEL MONDO

ISBN: 9788870948127
dimensioni: 125 x 195 mm
rilegatura: brossura
collana: I Talenti
pagine: 240
anno: 2012

€ 28,00

L’unità dell’intelletto e L’eternità del mondo sono due opuscoli composti probabilmente intorno al 1270, e risalgono al secondo periodo di insegnamento di san Tommaso alla facoltà di Teologia di Parigi. Ci offrono una viva testimonianza delle discussioni che appassionavano il mondo universitario parigino, attraversato dal confronto fra l’emergente paradigma filosofico di Aristotele e di Averroé (raffigurato in copertina) e le istanze della fede cattolica.
Il De aeternitate mundi, in particolare, è incentrato su una questione che ancora oggi ricorre nei dibattiti, caso mai facendo uso di altre parole, e cioè: “Il mondo è stato creato all’inizio del tempo o esiste da sempre?”. Il De unitate intellectus, invece, muove da un altro problema, proveniente dalla corrente filosofica araba averroista: “Esiste un unico intelletto possibile per tutti gli uomini?”. Nei due opuscoli, però, Tommaso inserisce e affronta, con la consueta maestria, anche altre questioni strettamente connesse a queste due principali. Questioni ontologiche come: “qual è lo statuto ontologico del mondo rispetto a Dio?”. Questioni antropologiche, come: “che cos’è l’uomo in quanto tale?”. Questioni etiche: “Se esiste un unico intelletto possibile, possiamo ancora parlare di responsabilità personale?”. Questioni di filosofia della natura: “Una forma sostanziale può continuare a sussistere dopo la corruzione del composto di cui è forma?”. E, infine, questioni relative al rapporto tra fede e ragione: “La fede può vertere su affermazioni di cui la ragione dimostra con necessità il contrario?”.
Argomentando le risposte, Tommaso fa attenzione a muoversi nell’ambito della semplice ragione filosofica, e, nella concretezza di questi casi, mostra che tra fede e ragione esiste sì un rapporto di distinzione, ma anche di armonia.
Introduzione di Daniele Didero.
Testo critico Edizione Leonina tomo XLIII.
Traduzione, note di Daniele Didero.

Tommaso d´Aquino - Nato intorno al 1224-1225 a Roccasecca, oggi in provincia di Frosinone, e morto nel 1274 a Fossanova, oggi in provincia di Latina, fu sacerdote e frate domenicano, studioso, viaggiatore e profondo conoscitore del mondo della sua epoca, è uno dei massimi pensatori di tutti i tempi. Fu il più grande commentatore di Aristotele. Si formò alla scuola dei principali Autori classici di lingua greca, latina e araba studiando e commentando, tra gli altri: Platone, Cicerone, Atanasio, Basilio Magno, Gregorio Nisseno, Gregorio Nazianzeno, Giovanni Crisostomo, Ambrogio, Agostino, Girolamo, Dionigi, Anselmo, Averroé e Avicenna. Suo principio ispiratore era la ricerca del vero e di ciò che è razionale, senza badare alla cultura o al credo della sua fonte. Tommaso ha fiducia nelle capacità conoscitive della ragione umana, organizza potentemente il suo pensiero in un sistema coerente fondato su argomentazioni razionali che sottopone volutamente a disputa. Questo è il metodo con cui affronta ogni cosa; questo è il metodo con cui si accosta al Vangelo e alla Sacra Scrittura che sono per lui, principalmente, via e fonte di conoscenza e di amore per Gesù Cristo.Da questo approccio emerge, però, che la Rivelazione biblica non è solo dogma e mistero, perché non contrasta col suo sistema razionale: la Rivelazione risulta ad esso conveniente. Al centro del suo pensiero c’è l’essere umano: Tommaso sottolinea la grandezza dell’uomo, sia preso in se stesso, sia soprattutto nel rapporto con Gesù Cristo, modello di perfezione di ogni uomo. Alla luce della sua esperienza e di tutta la sua vita di studioso e ricercatore, l’uomo è visto come orizzonte e confine tra il creato visibile, cioè il mondo animale, vegetale e minerale, e il creato invisibile, cioè gli angeli e i santi. L’insieme delle sue opere, molto diverse tra loro per genere letterario, è una miniera per la filosofia e per la teologia ed è patrimonio dell’intera umanità.