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collane

copertina libro

Tommaso d´Aquino
LA LEGGE DELL´AMORE

La carità e i dieci comandamenti

ISBN: 9788870948387
dimensioni: 115 x 190 mm
rilegatura: brossura
collana: Le frecce
pagine: 128
anno: 2013

€ 10,00

Per l’Anno della fede abbiamo pensato di proporre al lettore italiano la traduzione di 31 conferenze di san Tommaso d’Aquino sulla carità e i dieci comandamenti.

Tommaso presenta con un linguaggio molto semplice e in modo sintetico e efficace quali sono le esigenze dell’amore verso Dio e verso il prossimo. Poi mostra i legami esistenti tra la carità e i dieci comandamenti: questi sono precetti dati all’uomo per evitare ciò che è contrario all’amore e per aspirare e tendere con tutte le proprie forze alla pienezza dell’amore e della gioia.
«La legge dell’amore di Dio produce nell’uomo quattro effetti sommamente desiderabili. Innanzitutto produce nell’uomo la vita spirituale. ... La persona amata è naturalmente in chi ama, perciò chi ama Dio ha in sé Dio stesso, perché, come dice san Giovanni (1 Gv 4,16): Chi rimane nella carità rimane in Dio e Dio rimane in lui. L’amore trasforma chi ama nella persona amata. Perciò, se amiamo le cose vili e caduche, diventiamo vili e instabili, perché, come dice il profeta Osea: Divennero abominevoli come le cose che amarono. Se invece amiamo Dio, diventiamo divini perché Chi si unisce a Dio è un solo spirito con lui (1 Cor 6,17). ... Il secondo effetto è l’osservanza dei comandamenti divini. Infatti, Gregorio dice che la carità non è oziosa. Se c’è, compie cose grandi. Se invece non compie nulla, allora significa che non c’è la carità. Per cui segno manifesto della carità è la prontezza a compiere i precetti divini. Osserviamo infatti che chi ama compie cose grandi e difficili per la persona amata, e perciò il Signore dice in Gv 14,23: Se uno mi ama osserverà la mia parola. ... Il terzo effetto è che la carità è baluardo contro le avversità. Infatti, nessuna avversità nuoce a colui che ha la carità, anzi ogni avversità diventa utile, come dice Rm 8,28: Tutto coopera al bene per coloro che amano Dio; anzi anche le cose avverse e difficili sembrano soavi a colui che ama ... Il quarto effetto è di condurre alla felicità. Infatti, solo a coloro che hanno la carità è promessa la beatitudine eterna ... Oltre a questi, produce altri effetti come il perdono dei peccati, ... l’illuminazione del cuore, ... la perfetta letizia, ... la pace perfetta, ... costituisce l’uomo in una grande dignità: lo rende libero e amico di Dio. Infine, non solo rende liberi, ma anche figli, così da essere chiamati figli di Dio e da esserlo realmente (1 Gv 3,1)».
Introduzione e traduzione di Giorgio Maria Carbone O. P.
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Tommaso d´Aquino - Nato intorno al 1224-1225 a Roccasecca, oggi in provincia di Frosinone, e morto nel 1274 a Fossanova, oggi in provincia di Latina, fu sacerdote e frate domenicano, studioso, viaggiatore e profondo conoscitore del mondo della sua epoca, è uno dei massimi pensatori di tutti i tempi. Fu il più grande commentatore di Aristotele. Si formò alla scuola dei principali Autori classici di lingua greca, latina e araba studiando e commentando, tra gli altri: Platone, Cicerone, Atanasio, Basilio Magno, Gregorio Nisseno, Gregorio Nazianzeno, Giovanni Crisostomo, Ambrogio, Agostino, Girolamo, Dionigi, Anselmo, Averroé e Avicenna. Suo principio ispiratore era la ricerca del vero e di ciò che è razionale, senza badare alla cultura o al credo della sua fonte. Tommaso ha fiducia nelle capacità conoscitive della ragione umana, organizza potentemente il suo pensiero in un sistema coerente fondato su argomentazioni razionali che sottopone volutamente a disputa. Questo è il metodo con cui affronta ogni cosa; questo è il metodo con cui si accosta al Vangelo e alla Sacra Scrittura che sono per lui, principalmente, via e fonte di conoscenza e di amore per Gesù Cristo.Da questo approccio emerge, però, che la Rivelazione biblica non è solo dogma e mistero, perché non contrasta col suo sistema razionale: la Rivelazione risulta ad esso conveniente. Al centro del suo pensiero c’è l’essere umano: Tommaso sottolinea la grandezza dell’uomo, sia preso in se stesso, sia soprattutto nel rapporto con Gesù Cristo, modello di perfezione di ogni uomo. Alla luce della sua esperienza e di tutta la sua vita di studioso e ricercatore, l’uomo è visto come orizzonte e confine tra il creato visibile, cioè il mondo animale, vegetale e minerale, e il creato invisibile, cioè gli angeli e i santi. L’insieme delle sue opere, molto diverse tra loro per genere letterario, è una miniera per la filosofia e per la teologia ed è patrimonio dell’intera umanità.