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collane

copertina libro

Tommaso d´Aquino
LA GIUSTIZIA FORENSE

Il quadro deontologico

ISBN: 9788870948981
dimensioni: 115 x 190 mm
rilegatura: brossura
collana: Le frecce
pagine: 96
anno: 2015

€ 10,00

Quante volte all'idea di avvocato si associano virtù non proprio cristiane? Eppure l'avvocato svolge nella società l'essenziale funzione di tutela del diritto alla libertà, dell'inviolabilità ed effettività della difesa, assicurando nel processo la regolarità del giudizio e del contraddittorio. Ed è soggetto ad un codice di condotta essenziale alla realizzazione della sua funzione a tutela dell'affidamento della collettività, della correttezza dei comportamenti e della qualità ed efficacia della prestazione professionale.
L'entrata in vigore del Nuovo Codice Deontologico Forense (pubblicato sulla GU 16.10.2014 n. 241) ci offre l'occasione di una lettura comparata delle questioni 67-71 della II-II della Somma Teologica. Brilla nell'opera dell'Aquinate quell'autodichìa che regge la prova del tempo e legittima con fondamento teologico ciò che la legge impone con una logica di ordine pubblico e di civiltà giuridica.
Introduzione di Iside Pasini, avvocato del Foro di Brescia.
Traduzione di Tito Sante Centi e di Roberto Coggi: è presente solo la traduzione italiana delle questioni 67-71 de La Somma Teologica, II-II.

Tommaso d´Aquino - Nato intorno al 1224-1225 a Roccasecca, oggi in provincia di Frosinone, e morto nel 1274 a Fossanova, oggi in provincia di Latina, fu sacerdote e frate domenicano, studioso, viaggiatore e profondo conoscitore del mondo della sua epoca, è uno dei massimi pensatori di tutti i tempi. Fu il più grande commentatore di Aristotele. Si formò alla scuola dei principali Autori classici di lingua greca, latina e araba studiando e commentando, tra gli altri: Platone, Cicerone, Atanasio, Basilio Magno, Gregorio Nisseno, Gregorio Nazianzeno, Giovanni Crisostomo, Ambrogio, Agostino, Girolamo, Dionigi, Anselmo, Averroé e Avicenna. Suo principio ispiratore era la ricerca del vero e di ciò che è razionale, senza badare alla cultura o al credo della sua fonte. Tommaso ha fiducia nelle capacità conoscitive della ragione umana, organizza potentemente il suo pensiero in un sistema coerente fondato su argomentazioni razionali che sottopone volutamente a disputa. Questo è il metodo con cui affronta ogni cosa; questo è il metodo con cui si accosta al Vangelo e alla Sacra Scrittura che sono per lui, principalmente, via e fonte di conoscenza e di amore per Gesù Cristo.Da questo approccio emerge, però, che la Rivelazione biblica non è solo dogma e mistero, perché non contrasta col suo sistema razionale: la Rivelazione risulta ad esso conveniente. Al centro del suo pensiero c’è l’essere umano: Tommaso sottolinea la grandezza dell’uomo, sia preso in se stesso, sia soprattutto nel rapporto con Gesù Cristo, modello di perfezione di ogni uomo. Alla luce della sua esperienza e di tutta la sua vita di studioso e ricercatore, l’uomo è visto come orizzonte e confine tra il creato visibile, cioè il mondo animale, vegetale e minerale, e il creato invisibile, cioè gli angeli e i santi. L’insieme delle sue opere, molto diverse tra loro per genere letterario, è una miniera per la filosofia e per la teologia ed è patrimonio dell’intera umanità.