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collane

copertina libro

Caterina da Siena
DIALOGO

Testo critico e versione in italiano corrente

ISBN: 9788870948691
dimensioni: 125 x 195 mm
rilegatura: brossura
collana: I Talenti
pagine: 1280
anno: 2017

€ 70,00

Il Dialogo è uno dei capolavori di Caterina da Siena, in cui rivive in tutta la sua immensa forza l’ardore della sua contemplazione e della sua carità. Lei lo detta tra la fine del 1377 e l’ottobre del 1378, in circostanze drammatiche della vita politica ed ecclesiale: Caterina ne è coinvolta ben più di quanto potesse normalmente accadere a una donna del Trecento. Ma nel suo Dialogo si solleva al di sopra di sé e delle contingenze del tempo e sintonizza i propri desideri su quelli di Dio stesso. Gli interrogativi che la realtà quotidiana suscita in lei e intorno a lei, Caterina li pone a Dio stesso, e il suo Dialogo è soprattutto un ascolto attento e una registrazione desiderosa di non perdere nulla di quanto Dio le dava di intendere. È una “scrittura mistica” che non prescinde mai, anche nel linguaggio, dal contesto umano: Caterina «con la mente parlava con il Signore, e con la lingua del corpo parlava con gli uomini», come scrive il suo confessore e biografo Raimondo da Capua.
Abitualmente i discepoli di Caterina lo chiamavano il Libro, il titolo Dialogo nasce dal fatto che Raimondo, traducendolo dal volgare in latino per consentirgli una maggiore diffusione, osservò che esso «è strutturato a modo di dialogo fra il Creatore e l’anima ragionevole e pellegrina da lui creata». La struttura di dialogo è stata riscoperta da Giuliana Cavallini.
Il volume riproduce l’edizione critica messa a punto dalla stessa Cavallini. A fianco è la traduzione in italiano corrente che aiuta il lettore a scoprire la bellezza e la profondità della prosa cateriniana.
È un capolavoro della letteratura italiana e della spiritualità cristiana. Proprio in ragione del Dialogo Paolo VI dichiarò Caterina dottore della Chiesa. Il tema principale del Dialogo è l’identità di Dio, che è Misericordia che salva.

Prefazione di Timothy Radcliffe, ex maestro dell’Ordine dei Predicatori
Presentazione di Giuliana Cavallini, già docente di letteratura italiana presso l’Università La Sapienza di Roma
Testo critico curato da Giuliana Cavallini
Introduzione, versione in italiano corrente e note di Elena Malaspina, docente di lingua e letteratura latina presso l’Università degli Studi Roma Tre

Caterina da Siena - Nata a Siena nel 1347 e morta a Roma nel 1380, fu personaggio di rara delicatezza e maternità, unite a coraggio e ferrea determinazione.
Visse nella numerosa famiglia di Jacopo Benincasa, tintore, famiglia di sani principi, ma modesta e dal linguaggio vivace. Dopo il matrimonio dei suoi molti fratelli, pur fortemente contrastata dalla madre, la “terribile” monna Lapa, decise di offrirsi al Signore. Non disponendo della dote necessaria a garantire il suo ingresso in un monastero di clausura (unica possibilità dell’epoca per la vita religiosa di una donna) fu internata dalla stessa famiglia che solo col tempo si accorse dell’origine soprannaturale della sua vocazione. Entrò quindi nell’Ordine domenicano come laica consacrata, vivendo nel silenzio, nella preghiera e assistendo i sofferenti. Ebbe quindi alcune sorprendenti rivelazioni: il Signore la sceglieva per operare certi profondi cambiamenti, nella Chiesa e nella società. Diventa mediatrice di pace tra le città toscane, che erano sempre in guerra tra di loro; osa incontrare il papa, che risiedeva ad Avignone, per ricordargli l’antico proposito di ritornare a Roma; scrive a regine e re per sollecitare la liberazione dei Luoghi Santi dall’occupazione islamica; lotta per restaurare la moralità della Chiesa, decaduta a causa delle decimazioni provocate dalla peste. E nonostante questi impegni enormi, imponenti, non dimenticò le numerose persone che si rivolgevano a lei per la direzione spirituale. Di tutto ciò si percepisce l’eco nelle Lettere e nel Dialogo della Divina Provvidenza. Da questi scritti emerge con chiarezza che la forza le veniva dalla comunione con il Signore, che le diceva: «Caterina, tu pensa a me e Io penserò a te». E lei capiva di essere immersa nella vita di Dio: «...come un pesce nell’oceano».