La metafora: teoresi mancata o criptata?

di AA. VV.

ISBN:9788870947755

Pagine:272

Dimensione:150 x 210

Soggetti:Filosofia

Anno:2010

Rilegatura:brossura

Prezzo del libro

26,00

Ogni trasposizione (metafora) comporta una certa difficoltà. Non è facile spostarsi da un campo a un altro, da una visione ad un’altra. Eppure è indispensabile per la nostra intelligenza, che trae dall’ordine sensibile i propri contenuti e arriva a intendere ed esprimere un ordine metasensibile. È anche questo un passaggio o una trans-posizione. E il valore di questo passaggio traspositivo sta in un duplice percorso: dal sensibile all’intelligibile e dall’intelligibile al sensibile. I discorsi intellettualmente più astratti sono debitori del serbatoio dell’esperienza e l’esperienza è debitrice del patrimonio intellettuale per esporre in modo riconoscibile la propria ricchezza e densità. In questa duplice traiettoria si può riconoscere una circolarità. Il sensibile si pone nell’intelligibile e l’intelligibile si pone nel sensibile. Quando nella pura teoresi parliamo di concetto al di là dell’immagine, in realtà non andiamo proprio al di là dell’immagine, perché il termine concetto e il termine teoresi sono due immagini. Concetto viene da concepire che è trasposizione dall’ordine biologico all’ordine mentale, così che il concepimento intellettivo non sia altro che il parto della mente. E anche la teoresi è una visione o uno sguardo dell’occhio della mente. Insomma: dall’esperienza si torna all’esperienza con un valore aggiunto che appare evidentemente celato, come suggerito. Un che di criptato. È il valore della comprensione ideale (e anche in queste parole si scorge la legge appena enunciata…).L’abilità di questa trasposizione è consegnata alla analogia: il vertice della attività intellettiva che sola sa cogliere l’ordine e l’intero della realtà. Quando uno diventa abile nel gioco dei nomi e delle idee in essi intraviste, si può dire che è nato un esperto dell’analogia. L’analogia è una cosa che sta a metà tra la purezza formale della logica e la profonda ricchezza della realtà. Un connubio fecondissimo. Genera filosofi e artisti. E forse, in quel punto germinale, le due classi si confondono. «In qualche modo il filosofo è un amante delle fiabe», come il poeta, dice Tommaso d’Aquino commentando Aristotele. Dalla parte della forma rigida, l’analogia è strettamente legata al livello elementare della logica che è la matematica. La si è appresa da bambini come proporzione 6:3=10:5. Ma il suo versante realistico è più bello. Basta sostituire al numero le cose: Divus Thomas 113, 3 (2010), pp. 13-14 13 l’intelletto sta alle cose conoscibili come l’occhio sta alle visibili. E con un’acrobazia meravigliosa si può arrivare a dire che l’intelletto è l’occhio dell’anima, ed esclamare: vedi che bell’argomento! Sì, l’argomento brilla come l’argento! L’analogia assume nell’ambiente logico ontologiche gerarchie istituendo associazioni. E l’arte è questa abilità razionale tradotta esteticamente. E il condensato mirabile di tutto è quel segno dell’intelligenza che è il nome: notizia offerta modulando esperienze. In fin dei conti, anche il travaglio teoretico del sillogismo è una ispezione rigorosa dell’oscuro: il sillogismo scioglie in legami logici ogni giudizio intrinsecamente semplice ma oscuro.
In allegato si possono leggere le prime 14 pagine comprensive del Sommario.