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Eventi
 SommaTeologica  Tommaso d´Aquino

LA SOMMA TEOLOGICA

è senza alcun dubbio l’opera più celebre di san Tommaso ed anche quella più utile.Infatti, lo scopo della Somma Teologica, secondo l’intenzione dichiarata da san Tommaso stesso, è quella di esporre ai principianti la sacra doctrina (è termine con il quale san Tommaso identifica la teologia che parte dalla rivelazione, per opposizione alla teologia filosofica), con chiarezza e brevità: il che implica il procedere in modo ordinato, evitando ciò che è inutile e ripetitivo.
Il piano della Somma si articola in tre parti.
Nella Prima parte (I) si considera Dio in se stesso e nelle sue operazioni: l’essenza di Dio, la Trinità delle persone, la creazione.
Nella Seconda parte (II) si considera il movimento della creatura razionale verso Dio, cioè la vita morale, in due sottoparti. Nella Prima Sottoparte (I-II) si considera, in modo generale, l’uomo come immagine di Dio, in quanto è anch’egli principio delle proprie azioni in forza del libero arbitrio e del dominio che ha su di esse: il fine ultimo, le azioni umane, la grazia.
Nella Seconda Sottoparte (II-II) si considerano, in modo speciale, le virtù e i vizi, perché i discorsi morali universali sono meno utili, visto che le azioni sono particolari. E così si sviluppa il discorso sulle virtù teologali, le virtù cardinali e gli stati di vita. Nella Terza parte (III) si considera Cristo che, in quanto uomo, è per noi via per andare a Dio. L’articolazione di questo momento prevede la trattazione del Salvatore in se stesso e nelle sue azioni, i suoi sacramenti, fino alla questione 90, articolo 4, incompiuta. Il seguito dell’opera è affidato a un 
Supplemento redatto da autore ignoto con il materiale preso dallo Scriptum super Sentenciis (detto anche Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo). Nel Supplemento si espone il tema della vita immortale che il Salvatore ci ha meritato e a cui si giunge con la risurrezione.

Lo spirito che anima san Tommaso nel coltivare la sacra doctrina è insieme scientifico e spirituale, o mistico. La sacra doctrina, infatti, è per lui una scienza che ha un metodo razionale o argomentativo, alla stregua delle scienze profane. Ma, nello stesso tempo, essa ha un’impronta fondamentalmente divina. È infatti una scienza subalterna alla scienza che Dio ha di se stesso e che i beati hanno di Dio nella visione del paradiso. Il modello epistemologico della scienza subalterna, mutuato dalla dottrina degli Analitici Secondi di Aristotele, non deroga alla dimensione mistica: la sacra doctrina è in un certo modo un’impronta della scienza di Dio. Questo fa sì che il cultore della teologia abbia un animo disposto a riconoscere l’eccedenza del proprio oggetto di indagine. E il massimo della elevazione della mente alle cose divine consiste in un eccesso dove vale più l’esperienza oscura del silenzio che non la vivacità di concetti superficiali. Di Dio, infatti, possiamo conoscere più ciò che egli non è che quanto egli sia. Il destino del teologo è dunque mistico: entrare nella sublime dotta ignoranza (Summa contra Gentes III, 49) di quella vetta divina dove i misteri divini sono nascosti secondo la superluminosa tenebra del silenzio che istruisce nel segreto, per dirla con Dionigi Ps. Areopagita (Teologia Mistica 1). La sistematicità è oltrepassata nell’esperienza mistica dell’unione con Dio come con uno sconosciuto (Summa contra Gentes III,49).
Ed è forse proprio questo il vertice che san Tommaso toccò il 6 dicembre 1273. Fu l’estasi mistica che lo portò a riconoscere che quanto aveva scritto era come paglia di fronte alla visione che aveva avuto. E lì pose termine alla sua scrittura, lasciando appunto incompiuta anche la Somma Teologica .

Per visualizzare l’anteprima di alcuni volumi:
 La somma teologica. Testo latino e italiano. Introduzione   generale 
 
  
Nell’immagine: antico manoscritto miniato della Summa Theologiae, particolare.