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Eventi
 SommaTeologica  Tommaso d´Aquino

COMMENTO AL CORPUS PAULINUM

L´Expositio et lectura super Epistolas Pauli Apostoli - cioè il Commento alle Lettere di san Paolo - è un´opera mirabile per la chiara, lucida e penetrante analisi che il genio di san Tommaso mette a frutto in ogni frammento del testo, versetto per versetto. È un´opera organica e sistematica che sorprende per la profondità e la ricchezza dottrinale, soprattutto nel campo della cristologia (incarnazione, predicazione, passione, morte, risurrezione di Cristo) e dell’antropologia soprannaturale (il peccato, la grazia, l´elezione, la predestinazione, la vita eterna). Scopriamo così che san Tommaso non è solo il più grande teologo della storia, ma anche il più grande commentatore medievale della Sacra Scrittura. Si tratta della prima edizione a livello mondiale con traduzione in lingua moderna. Esegeti contemporanei, come Spicq e Lyonnet, ritengono insuperato tale commento, specie quello alla Lettera agli Ebrei. L’Autore fa un’esegesi accurata e minuziosa con un linguaggio semplice e efficace. Grande ammirazione suscita la sua capacità di disvelare il testo, sfruttando tutte le risorse della ragione, specie della metafisica. Nel Prologo San Tommaso inquadra la figura di san Paolo e la sua opera con il richiamo alla espressione degli Atti degli Apostoli (9,15) con la quale il Signore parla di Paolo ad Anania in una visione: «Egli è per me vaso di elezione per portare ai popoli il mio nome». L’immagine del vaso è sovente usata nella Scrittura per indicare gli uomini. San Tommaso sfrutta questa immagine per descrivere le caratteristiche della figura di san Paolo. Quattro sono le caratteristiche di un vaso: 1) la sua produzione dalla libera volontà di un artigiano, 2) la capacità di contenitore, 3) il suo uso e 4) la sua utilità. 1) Come un vaso è plasmato dall’artigiano, così Paolo è un uomo plasmato da Dio. E con materiale d’elezione come l’oro, che indica lo splendore della sapienza, della carità e delle virtù. Infatti San Paolo insegnò i misteri della Sapienza divina, elogiò la carità e raccomandò agli uomini le virtù da coltivare. 2) Come contenitore, Paolo fu pieno del nome di Gesù, da predicare e da amare. 3) Egli fu usato secondo la nobiltà più grande: per portare il nome di Gesù nel corpo, ricevendo le stimmate di Cristo, e nella bocca, come la colomba del diluvio portò nel becco il ramoscello d’ulivo che è simbolo della misericordia di Dio. Infatti, Gesù è questa misericordia: il suo nome significa Salvatore. Paolo stesso fu destinatario di questa misericordia, un convertito, ma la portò con la predicazione anche ai pagani eletti. 4) Quanto alla utilità, Paolo divenne infatti maestro delle genti. E il frutto del suo insegnamento sono le sue lettere, nelle quali è esposta la dottrina della grazia di Cristo. Tre sono gli aspetti sotto il quali viene esposta questa dottrina. La grazia viene infatti considerata nel Capo, nelle membra principali del corpo mistico, cioè i prelati, e nel corpo mistico che è la Chiesa. Alla esposizione della grazia capitale viene dedicata la lettera agli Ebrei. Nella considerazione della grazia nelle membra principali, cioè i prelati, occorre distinguere l’ambito spirituale e quello temporale. Nell’ordine spirituale, per quanto riguarda l’istituzione, l’istruzione e il governo è dedicata la prima lettera a Timoteo; alla fermezza contro i persecutori è dedicata la seconda lettera a Timoteo; alla difesa contro gli eretici è dedicata la lettera a Tito. Alle istruzioni per il governo temporale è dedicata la lettera a Filemone. L’esposizione della dottrina della grazia nel corpo mistico prevede la considerazione della grazia in se stessa, nei sacramenti e secondo il suo effetto che è l’unità della Chiesa. Alla grazia in se stessa è dedicata la lettera ai Romani. Alla grazia nei suoi sacramenti sono dedicate le due lettere ai Corinzi: la prima riguarda i sacramenti in se stessi e la seconda riguarda la dignità dei ministri dei sacramenti. La lettera ai Galati respinge i sacramenti superflui. All’effetto della grazia che è l’unità del corpo mistico sono dedicate: la lettera agli Efesini, quanto alla costituzione dell’unità; la lettera ai Filippesi, quanto al progresso; la lettera ai Colossesi, quanto alla difesa dell’unità contro gli errori; contro i persecutori presenti è dedicata la prima lettera ai Tessalonicesi, mentre la seconda lettera ai Tessalonicesi riguarda i persecutori futuri.

Edizione con testo latino, traduzione a fronte e introduzioni: la prima a livello mondiale con traduzione in lingua moderna.

Per visualizzare l’anteprima di alcuni volumi:
 Commento al Corpus Paolinum - Volume II
 
  Nell’immagine: Miniatura del XV sec., tratta dal Codice Corale n. 39, Biblioteca del Convento Patriarcale di Bologna. Riproduce san Tommaso con tre usuali simboli: il giglio per indicare la castità, il sole per la chiarezza e l’amorosa sapienza della sua dottrina, e la chiesa per il servizio intellettuale che ha reso..